27ma puntata di Servizio Pubblico: una puntata sprecata

Caro Michele Santoro, il tuo Servizio Pubblico va in vacanza lasciando i suoi fedelissimi telespettatori con una serie di incognite: ci sarà ancora Servizio Pubblico? Sarà ancora in multipiattaforma web-satellite-emittenti locali-radio? Finirà su La7 a fare la staffetta con Piazzapulita? Ci sarà ancora Marco Travaglio? Ieri sera hai rimandato le risposte al gossip estivo così come si conviene ad una star del tuo livello e ti sei concentrato sull’autocelebrazione promozionale. Per la 27ma puntata (impensabile ad inizio stagione che saresti arrivato fino a giugno) hai ospitato in studio Paolo Bonolis, Carlo Freccero, Luisella Costamagna, Ficarra e Picone, Massimo Ghini (tra il pubblico la regia ha più volte inquadrato un attentissimo Neri Marcorè) ed hai trasmesso le interviste a Gianni Boncompagni, Piero Chiambretti, Simona Ventura. Tutti da te chiamati all’appello per darti manforte all’interrogativo esistenziale della tua trasmissione “Servizio Pubblico Lascia o raddoppia?”, oltre che per recitare le solite litanie dedicate al capezzale Rai. Caro Michele Santoro, nonostante il successo dell’esperimento di Servizio Pubblico, continui a desiderare la Rai. Si, va bene, condisci il tuo desiderio con una serie (giustissima) di considerazioni sulla crisi della Rai (dalla dirigenza ai programmi, dagli ascolti alla raccolta pubblicitaria) ma alla fine il telespettatore è portato a pensare che il tuo cruccio più grande sia quello di non essere più in Rai. La santoreide continua, scrissi in un post di cui non ricordo più la data. Così come non ricordo più il giorno in cui la santoreide è iniziata. O meglio, da quando sei in tv, la santoreide c’è sempre stata. Anche prima che Berlusconi scendesse in campo. Tu, ieri, per l’ennesima volta, hai rimpianto i tempi in cui il potere pre-berlusconiano ti faceva la guerra. Hai perfino detto che tu non ce l’hai né con Berlusconi né con le sue idee politiche ma che negli ultimi anni ce l’hai avuta con l’accentramento di poteri che Berlusconi ha incarnato. Caro Michele Santoro, quella di ieri è stata un’ultima puntata sprecata. Per tutta la stagione ci hai ripetuto che sei andato in onda tra mille difficoltà organizzative ed economiche e poi vai a sprecare una delle preziosissime 27 puntate per farci il solito pianto amaro che fai tutti gli anni perché non sai se e dove l’anno dopo sarai in onda. Chissà quanti dei 100mila che ti hanno dato 10 euro per andare in onda, ritengono che i soldi della puntata di ieri potevano essere meglio impiegati parlando di qualcosa di più utile. Perché non dedicare l’ultima puntata della stagione ancora al terremoto in Emilia Romagna, utilizzando i tuoi potenti riflettori per illuminare i bisogni dei terremotati che già cominciano a non essere più una notizia per le tv? Ieri è andata in onda la più brutta puntata stagionale di Servizio Pubblico, un mega spot egocentrico per lanciare il messaggio più classico della santoreide: ci sarà ancora Santoro in tv quando torneremo dalle vacanze estive? Si, ci sarà.

2 risposte a "27ma puntata di Servizio Pubblico: una puntata sprecata"

  1. viga1976 8 giugno 2012 / 10:32

    santoro si candida per interpretare Un Marziano a Roma di Flaiano,perchè chi meglio di lui potrebbe rappresentare una novità che da decenni e decenni ci ha stancato?

    • akio 8 giugno 2012 / 16:53

      je piacerebbe essere un personaggio narrato da flaiano

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