Celi, mio marito! Ora che anche Aldo Grasso ha scritto che è un programma che non esiste, sento di non essere stato frettoloso nel valutarlo.

Caro direttore di Rai 3 Andrea Vianello, sono contrario all’accanimento terapeutico nei confronti di una trasmissione come Celi, mio marito!, anche perché c’è poco da fare per salvarlo e, avergli già dedicato due post, mi sembra fin troppo. Bastava un tweet dopo la prima puntata per bocciarlo senza appello. Tu mi dirai che sono esagerato. Fino a ieri avrei potuto darti ragione. Poi, ieri, Aldo Grasso, il primo critico televisivo italiano, ha scritto il suo secondo articolo su Celi, mio marito! definendolo “il programma che non esiste”, a distanza di oltre un mese dal suo primo articolo scritto dopo la prima puntata e nel quale gli dava una certa apertura di credito.

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Su BBC Knowledge, L’industria del vizio: si comincia con il tabacco.

Segnalazione

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Segnalo i documentari della serie L’industria del vizio, in onda a partire da domani, venerdì 21 giugno 2013 alle ore 21:00, su BBC Knowledge Italia (canale 332 del digitale terrestre Mediaset Premium).

I documentari, introdotti dalla star di Hollywood Brian Cox, raccontano la storia e i retroscena della produzione e dello sfruttamento commerciale di zucchero, alcol, oppio e tabacco. Un viaggio tra distillerie di whisky clandestine delle highlands scozzesi, piantagioni di zucchero nei Caraibi e fumerie d’oppio a Shanghai alla ricerca dell’origine dei vizi moderni e dell’industria del piacere che hanno contribuito a scrivere la nostra società dei consumi. 

“La differenza fondamentale con la sigaretta è che la pipa e il sigaro richiedono tempo. E’ come se fossero un hobby. Anzi, sono un hobby. La sigaretta è piccola, la si finisce nel giro di pochi minuti e se ne accende un’altra. Non è più un hobby. E’ un vizio”. 

Brian Cox 

da L’industria del vizio (BBC Knowledge)

Il Viaggio di Baudo al 6% di share e la fiction Pupetta al 20%. Uno scambio tweet (con precisazione) a proposito del concetto di educazione e rieducazione alla qualità televisiva

Care @maridacaterini e @GeorgiaLuzi, qualcuno ha frainteso l’uso del termine rieducare alla qualità televisiva di un nostro scambio di tweet, allora lo spiego. Non si parlava di rieducare il pubblico televisivo nel senso repressivo del termine come si è voluto erroneamente intendere. E’ ovvio che ognuno è libero di vedere quello che gli pare in tv. Con @maridacaterini si parlava di qualità dell’offerta televisiva. Negli ultimi vent’anni (di più?) c’è stata una corsa al ribasso della qualità televisiva, EDUCANDO e abituando il pubblico a prodotti televisivi di bassa qualità. Puntare a fare programmi di buona e alta qualità si RIEDUCHEREBBE il pubblico alla bellezza del mezzo televisivo. In tal senso ho detto anche a @GeorgiaLuzi che chi fa tv “ha un ruolo essenziale nello scegliere cosa fare in tv e come farlo”. Chi come me ama la tv (ed ha cuore la qualità della tv)  vuole che la tv esprima il suo potenziale al meglio dando anche un contributo alla crescita culturale della società. In termini pedagogici (non politici) alla EDUCAZIONE degli individui contribuisce in modo significativo anche la qualità dell’ambiente in cui si vive. E la tv fa parte dell’ambiente in cui viviamo. Un grazie sentito a @maridacaterini e @GeorgiaLuzi da Akio. Continua a leggere

Del Piero Football Legends: su Sky Sport Hd, Alessandro Del Piero racconta la sua storia del calcio. E lo fa molto bene.

Caro Alessandro De Piero, non sei ancora un ex calciatore ma sei già un ottimo aspirante conduttore e autore di programmi televisivi sportivi. In occasione della Confederations Cup sei entrato nella squadra di Sky dove non ti limiti a fare l’opinionista ma hai un tuo spazio autorale e da conduttore intitolato Del Piero Football Legends (su Sky Sport HD). Si tratta di pillole video (4 minuti circa) in cui racconti un aneddoto, un ricordo, un evento, che hai vissuto in prima persona nella tua carriera (introdotte da una breve scheda giornalistica tanto breve quanto ricca di belle immagini e suggestioni collegate al racconto che farai). Ogni puntata di Del Piero Football Legends prende spunto dalle sfide in programma alla Confederations Cup.

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Estate tv 2013: la novità più interessante è laeffe

Caro direttore di laeffe Riccardo Chiattelli, ieri sera ho seguito il consiglio dello slogan con cui avete lanciato la rete ed ho contato fino a 50 prima di dire che in tv non c’era niente da vedere. A dire il vero sono arrivato sul canale 50 del digitale terrestre dopo aver tentato di vedere l’ultima puntata di Piazzapulita su La7 ma al termine del bel reportage di Francesca Nava da Istanbul non ce l’ho proprio fatta a seguire il dibattito con Veltroni, Mentana, Buttafuoco, Landini e Toscani. Su Rai 3 c’era la prima puntata della seconda edizione de Il Viaggio di Pippo Baudo ma, avendo parlato bene della prima edizione, non ho voluto rischiare una possibile delusione (anche se su twitter ne stavano parlando molto bene).

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Il pubblico di Mtv Italia sceglie Ginnaste Vite Parallele come Best Mtv Show 2013. Alla faccia della parodia di Caterina Guzzanti.

Caro direttore di Mtv Italia Antonella Di Lazzaro, l’autoreferenzialità televisiva raggiunge il suo apice nell’auto-celebrazione con l’auto-assegnazione di premi. Mtv, nelle sue versioni internazionali, fa un largo ricorso agli “Awards” e ora anche la versione italiana ha i suoi “Awards”. Sabato, in diretta da Firenze, è andata in onda la prima edizione degli MTV Awards italiani. Questo inizio di estate televisiva è tutto un premiarsi in tv, con gli sponsor che si scatenano nel dare il proprio nome agli show di premiazione. I Wind Music Awards, assegnati a tutti i cantanti che passavano per il Foro Italico, hanno persino ottenuto la prima serata in diretta su Rai 1. I vostri MTV Awards hanno ricalcato i format sperimentatissimi degli show di Mtv con l’alternanza di esibizioni live, video e premiazioni, introdotti da un paio di conduttori “gggiovani” (in questo caso Ubaldo Pantani e Virginia Raffaele). Di solito rifuggo da questi show ma sabato gli ho dato uno sguardo almeno fino alla premiazione della categoria Best MTV Show.

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Rassegna stampa Rai, che fortuna non avere la password!

Boh: Dai, ammettilo, un po’ ti manca la lettura della rassegna stampa Rai

Mah: Ma che scherzi! Fortuna ha voluto che la limitazione della password coincidesse con la nomina di un grillino a presidente della Commissione parlamentare di vigilanza Rai. La Fieg e l’ufficio stampa Rai mi hanno risparmiato la lettura delle dichiarazioni a testate riunite di Roberto Fico!